Schadenfreude (tedesco) – la gioia che si prova quando accade qualcosa di spiacevole a qualcun altro.
Saudade (portoghese) – un profondo desiderio nostalgico per qualcosa o qualcuno che è assente.
Ikigai (giapponese) – una ragione di vita, dove passione, missione, vocazione e professione si incontrano.
Ubuntu (lingua Nguni dell’Africa meridionale) – una filosofia di umanità e comunità: “Io sono perché noi siamo”.
Queste parole dimostrano che il linguaggio è più di una semplice forma di comunicazione: è un modo in cui le culture strutturano e comprendono l’esperienza umana.
Il ruolo del linguaggio nell’identit
La lingua è una componente fondamentale dell’identità. Quando chiediamo a qualcuno come chiama qualcosa nella sua lingua, riconosciamo la sua cultura, il suo patrimonio e la sua visione del mondo. I linguisti descrivono questo concetto attraverso la relatività linguistica , ovvero l’idea che la lingua influenzi il nostro modo di pensare e di percepire il mondo.
Ad esempio, i colori vengono classificati in modo diverso nelle diverse culture. In russo, esistono parole distinte per l’azzurro ( goluboy ) e il blu scuro ( siniy ), il che influenza il modo in cui i parlanti percepiscono e distinguono le diverse tonalità. In alcune lingue africane, invece, non esiste una parola specifica per il blu ; i colori vengono classificati in base alla luminosità o alla relazione con altri oggetti.
La comprensione di tali differenze linguistiche arricchisce la comunicazione interculturale e promuove l’empatia.
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